Fatti ad Arte - Edizione 2019

VANESSA CAVALLARO

TRASPARENZA INCANTO LUCE

a cura di Patrizia Maggia
Palazzo Ferrero 31/05/2019 – 09/06/2019

Fatti ad Arte, in attesa dell’evento di ottobre, promuove a Palazzo Ferrero, un interessante percorso espositivo dedicato all’arte dell’incisione su vetro e cristallo  con la mostra di Vanessa Cavallaro “Trasparenza Incanto Luce”.
L’incisione a ruota del cristallo e del vetro è una tecnica antica, usata già dai romani e rimasta invariata dal I° sec d.C.  
Ad Altare furono i monaci benedettini a introdurla, intorno al 1130.
Oggi maestra indiscussa e unica donna a praticarla è Vanessa Cavallaro. Vanessa si avvicina all’arte della glittica alla ruota da bambina nel laboratorio paterno, poi le scuole: il liceo artistico, l’Istituto di Design a Torino, i master, lo studio delle tecniche vetraie, le forniscono una profonda e raffinata capacità esecutiva.
Per lavorare il vetro bisogna conoscerne i segreti, le caratteristiche, le tecniche di soffiatura, conoscenze che appartengono alla sfera delle capacità artigiane, mentre, dice Vanessa, la capacità di decorazione è figlia del talento artistico.
L’incisione del vetro è interamente fatta a mano alla ruota, questa avvitata al mandrino del tornio gira a una velocità che a contatto con il manufatto, asporta la materia creando un bassorilievo. Una goccia d’acqua bagna la superficie della ruota così da evitare la rottura del vetro o del cristallo.
In ultimo, la lucidatura fatta con l’ausilio di ruote di sughero e pomice impastata ad acqua.
Dal 1993, anno di apertura del suo laboratorio, ad oggi, molte le collaborazioni importanti, come quella con Christian Dior, per il quale realizza servizi da tavola, e molti i riconoscimenti, nel 2014 diventa membro della corporazione “The Guid of Glass Engravers”, nel 2016 le viene conferito il titolo di MAM Maestro d’Arte e Mestiere, promosso dalla Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte, nel 2018 è presente a Homo Faber, a Venezia nel padiglione Best of Europe.

SALVATORE FERRAGAMO

“ PASSI NEL MITO”

a cura di Patrizia Maggia
Palazzo La Marmora Sala del Biliardo
25/26/27 ottobre 2019

“Non vi è limite alla bellezza, né grado di saturazione per l’immaginazione creativa;
così come infinita è la verità dei materiali che un calzolaio può impiegare per decorare i suoi modelli
in modo che ogni donna calzi come una principessa
ed ogni principessa come una regina da fiabe”
S. Ferragamo

 “Passi nel Mito”, una mostra che vuole essere un omaggio ad un grande Maestro del saper fare, ma anche a quella creatività e talento simbolo di italianità nel mondo.
Una storia affascinante quella di Salvatore Ferragamo, partito giovanissimo da Bonito, piccolo paesino campano, alla volta dell’America.
Lo guida una grande passione, quella per le scarpe, un amore insolito per il mestiere del calzolaio, un mestiere umile al quale Ferragamo da una dignità nuova, tanto da diventare il calzolaio delle stelle.
Un approccio creativo, ma anche scientifico, studia l’anatomia del piede, ricerca l’equilibrio, le scarpe devono essere comode, poi nelle sue mani diventano opere d’arte.
E’ attratto dal colore, che modula sapientemente, colori saturi, accesi, come i colori del sud.
Ma ancora di più sono i materiali ad attirare la sua attenzione, ne usa i più disparati, soprattutto nel periodo dell’autarchia, rafia, cellophane, tela, fili di nylon, il rascello ottenuto dalla corteccia del pioppo, il merletto, sino alla pelle di pesce. Il suo utilizzo li nobilita, conferisce loro un diverso stato, ne deriva una nuova immagine di calzatura, tanto che questo gli vale nel 1947, il premio Neiman Marcus, l’oscar della moda, assegnato per la prima volta a un creatore di calzature.
Conscio del valore delle proprie creazioni, Ferragamo brevetta i suoi modelli, alcuni sono modelli unici, fatti su misura per le star del cinema internazionale, altri sono espressione della sua continua e irrefrenabile ricerca del bello.
La mostra “Passi nel Mito”, si soffermerà sull’arco produttivo di Ferragamo che va dagli anni 30 agli anni 50, gli anni della sperimentazione di nuovi materiali, saranno presenti modelli in canapa, cotone, cellofan, legno, leopardo marino, merletto di Tavernelle, nylon, rafia, tela, materiali dei quali Ferragamo aveva intuito le possibilità di utilizzo, tema più che mai attuale nell’ambito della sostenibilità della moda.
Sarà anche presente il modello che valse a Ferragamo l’oscar della moda, “il sandalo invisibile”, realizzato con un filo di nylon trasparente, attorcigliato e avvolto intorno a un tacco, l’idea era partita dalla lenza di un pescatore.
Proprio alla Sostenibilità il Museo Salvatore Ferragamo ha dedicato l’attuale suo percorso espositivo “Sustainable Thinking”, una riflessione sulla necessità di elaborare nuove strategie sostenibili di sviluppo non solo nell’ambito della moda, ma come attitudine di pensiero.

Si ringrazia il Museo Salvatore Ferragamo per i prestiti

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